Gli effetti della Marijuana sul cervello – La Scienza del THC

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Video dedicato alla Marijuana …questo argomento era molto atteso ed è stato richiesto piu’ volte da alcuni di voi… Quando fumate marijuana nel corpo entra la molecola del THC e sapete cosa succede nel cervello? Perchè ci si sente rilassati e si ha la fame chimica?
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La Scienza della Marijuana – Come agisce il THC nel cervello?

–La Scienza della Marijuana
Circondata da problemi legali ma legalizzata in alcuni paesi
la marijuana è una tra le sostanze chimiche illegali piu’ frequentemente utilizzate in tutto il mondo
Cosa contiene di speciale questa pianta?
E come agisce la marijuana nel cervello?
La marijuana contiene un centinaio di molecole psiocoattive
ovvero capaci di modificare il funzionamento del nostro cervello
e tra queste la più famosa ed abbondante è il THC
o delta – tetraidrocannabinolo
Per capire come agisce questa molecola dobbiamo prima di tutto
considerare il normale funzionamento del cervello
in cui miliardi di neuroni vengono attivati in risposta agli stimoli che riceviamo
In caso di situazioni di strain il neuro-trasmettitore Anandamide
innesca un meccanismo che regola automaticamente la nostra capacità di resistere rallentando la formazione di nuove memorie, aumentando la gestione del dolore
e migliorando lo stato d’animo.

Dal punto di vista chimico il THC ha una struttura che assomiglia così tanto a quella dell’anandamide che riesce ad attivare gli stessi meccanismi neuronali ed il tutto avviene esattamente come se fosse un gioco ad incastri per bambini.

Quindi, quando il THC arrivare nel cervello le comunicazioni delle sinapsi dei neuroni normalmente controllate dall’anandamide si attivano e poichè i recettori dell’anandamide sono in tutte le zone del cervello per 1-two ore questa attivazione in massa porta ad un misto di sensazioni di piacere, appetito e rilassatezza
in cui la percezione del tempo e dello spazio sono alterate.
La preoccupazione maggiore è però per l’attivazione dei neuroni che si trovano nella zona dell’ippocampo e del ganglio basale
perchè sotto effetto del THC questi neuroni rendono rispettivamente difficile al cervello
ricordare eventi recenti e controllare i movimenti con precisione rendendo quindi piu’ difficile la concentrazione e coordinazione del corpo.
In questo modo THC altera i messaggi che passano normalmente nel cervello ed un consumo prima dei 16 anni può portare a riduzione della capacità di memoria ed apprendimento a lungo termine perchè le sinapsi restano in qualche modo compromesse per sempre ma a qualsiasi età un consumo frequente di marijuana puo’ creare una vera dipendenza
ed iniziare effetti collaterali come asma, arrossamento degli occhi.
Oltre a questi aspetti scientifici la foglia di marijuana negli anni è diventata un vero simbolo di vita e rivolta ed è nota per la sua forma tipica di manina a sette dita nonchè il motivo di molti viaggi ad Amsterdam.

Extra music by Kevin MacLeod

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